Topolino

Errori di stampa sui fumetti: la pennellata verde

Screenshot_2018-02-20-09-59-37-1.png

Ogni tanto può capitare di commettere degli errori editoriali sui fumetti. Così come gli errori di colorazione in copertina, si possono trovare altri tipi di situazioni. Quello di cui vi parlo oggi è un caso particolare, perché, di questo fumetto, la maggior parte delle copie presentano l’errore di stampa e soltanto una minima parte, evidentemente una seconda tiratura, risulta corretta.

Parliamo della collana “Topolino Libretto”, precisamente del numero 229, uscito nelle edicole italiane il 25 febbraio del 1960, periodo in cui il fumetto stava per passare dalla periodicità quindicinale a quella settimanale.

In cosa consiste esattamente il difetto?

L’errore della prima tiratura fu quello di aver inserito dei dati sbagliati in copertina. Il fumetto in quel periodo costava 100 lire, ed era composto da 132 pagine totali. Erroneamente i dati in copertina della prima tiratura riportano la scritta: “100 pagine – lire 80”. Evidentemente quei dati provengono dalle vecchie pubblicazioni, dato che fino al 1956 il prezzo e le pagine corrispondono. Questo errore venne scoperto durante la fase di stampa delle copie, per fortuna non dopo la distribuzione nelle edicole. Probabilmente, se non si fosse trattato del prezzo, lo sbaglio si sarebbe potuto trascurare tranquillamente. Ad errore commesso, trovarono una soluzione tempestiva e all’apparenza non molto elegante: coprirono con una corposa pennellata di verde (simile al colore di sfondo) i dati errati. Molti collezionisti hanno tentato di rimuovere la pennellata (spesso non sapendo che si trattasse di un difetto editoriale) perché non è molto bella da vedere, ma risulta quasi impossibile toglierla senza danneggiare la carta.

La seconda tiratura del fumetto, sicuramente di molte meno copie, venne corretta, perciò in edicola uscirono due versioni di questo fumetto: una con pennellata verde e una col prezzo corretto.
Screenshot_2018-02-19-09-55-13-1.png

-Collezioni-, Classici Disney

Come nasce una passione: le collezioni di Domenico

Screenshot_2018-02-17-22-38-38-1[1]

Come al solito la domenica dedichiamo lo spazio ai collezionisti di fumetti. Curiosi di conoscere un nuovo collezionista? Oggi sarà Domenico di Roma a parlarci del suo primo approccio col fumetto disneyano, delle sue collezioni e della sua passione per le pubblicazioni anteguerra.

Com’ è nata la tua passione per il fumetto disneyano?
“La mia passione è nata quando ero piccolo, all’età di 8 anni mio padre dopo l’uscita da scuola mi comprava sempre “Topolino”, prendevo tutti i gadget e per un periodo sono stato anche abbonato. La passione per il fumetto disneyano vintage è nata grazie ai volumi di “Topolino Story” e della “Grande dinastia dei paperi”, uscite tra il 2005 e il 2007, che ristampavano le migliori storie pubblicate in passato”.

Quando hai iniziato a collezionare questo genere di fumetti?
“Inizialmente acquistavo un po’di tutto: almanacchi, classici Disney, Topolino, fumetti blisterati, ristampe anastatiche. Ho iniziato a raccogliere in modo un po’confusionario, ma la prima vera collezione è stata quella dei classici Disney di prima serie. All’età di 13 anni ho iniziato a conservare tutto il materiale d’epoca che acquistavo, avevo già un primo input da collezionista, iniziavo a pensare di dover conservare ciò che acquistavo”.

Qual è stata la prima collana che hai iniziato a collezionare e perchè?
“La prima collana che ho iniziato a collezionare, come già detto, sono i classici Disney, perché mi colpiscono molto le copertine, disegnate da Perego e Rota, il formato doppio, i colori delle coste e dei singoli pezzi e le storie contenute al loro interno, di alto livello”.

Se dovessi iniziare un’altra collezione, quale collana sceglieresti?
“Non avendo ancora completato la collezione dei classici Disney, (mi mancano i primi due) ho già iniziato un’altra collana del periodo anteguerra: la serie di Paperino giornale. Se dovessi iniziare un’altra collana sceglierei la serie dell’anteguerra “Nel regno di Topolino” e i libri cartonati con sovraccoperta, sempre del periodo anteguerra”.

Screenshot_2018-02-17-22-03-00-1[1]       Screenshot_2018-02-17-22-34-18-1[1]

Ringrazio Domenico per il materiale fotografico e le interessanti risposte che ci ha dato. Come già detto, Domenico sta cercando di completare la sua collezione della prima serie dei Classici di Walt Disney, collana che, nonostante sia composta da pochi numeri, richiede molto tempo e spesa per trovarla in belle condizioni. Nelle foto ci mostra la sua collezione quasi completa, eccetto i primi due numeri: i più difficili e costosi. In più ha aggiunto una foto della sua nuova collezione dei giornali di Paperino del 1939/40. Un grande in bocca al lupo a Domenico per la ricerca degli ultimi due volumi dei Classici e per le sue future collezioni!

Screenshot_2018-02-17-22-55-03-1[1]Screenshot_2018-02-17-22-02-54-1[1]

Topolino

Altri bollini da ritagliare: il concorso Rivarossi del 1960.

IMG-20180214-WA0150[1]

La Rivarossi era una storica ditta di modellismo, principalmente ferroviario, fondata da Alessandro Rossi nella seconda metà degli anni ’40. Famosissima soprattutto dagli anni ’50, produceva modelli in scala di treni elettrici e tanti altri oggetti per costruire dei veri e propri plastici in miniatura.

Nel 1960, periodo in cui la ditta attraversò i suoi anni d’oro, i treni elettrici erano uno dei giochi più desiderati dai ragazzi. Proprio per questo motivo in quell’anno nacque un grande concorso a premi, grazie alla collaborazione dell’editore Arnoldo Mondadori, sulle pagine del settimanale Topolino. Sicuramente all’epoca era il fumetto per ragazzi che vendeva più copie e la Rivarossi non poteva trovare rivista migliore per poter pubblicizzare il suo concorso.

Il concorso iniziò sul n.239 di Topolino, del 26 giugno 1960 e durò per quasi 7 mesi: si concluse infatti il 15 gennaio del 1961 con il n.268. I numeri dal 239 al 268 contenevano, in seconda di copertina, un numero di sei cifre, differente per ogni copia stampata. Tre settimane dopo l’inizio del concorso, dal n.242, vennero pubblicati degli elenchi di 65 numeri ciascuno, e chi possedeva la copia con il numero corrispondente all’elenco doveva inviarla entro 10 giorni, per poter ricevere il premio vinto.

IMG-20180214-WA0151-1[1]   IMG-20180214-WA0146-1[1]

I bollini, presenti anch’essi in ogni copia, servivano per un’estrazione finale. Per partecipare a questa estrazione bisognava ritagliare i 30 bollini Rivarossi e inserirli in una scheda (anche questa compresa nelle pagine del fumetto). Eccezionalmente, sull’ultimo numero del concorso, vennero ripubblicati i primi 20 bollini, per permettere di far partecipare anche chi aveva scoperto troppo tardi questa iniziativa.

IMG-20180214-WA0145-1[1]   IMG-20180214-WA0147[1]

I premi erano tantissimi, consistevano in confezioni di plastici ferroviari, e altri generi di modelli, come aeroplani e navi di altre ditte. Il primo premio era naturalmente il più ricco e a seguire si vincevano confezioni di valore più basso, ma sempre molto belle. Per quanto riguarda i premi dell’estrazione finale, inizialmente ne erano previsti soltanto 100, ma divennero ben 1250, probabilmente riutilizzando quelli non consegnati nelle estrazioni numeriche.

Per quanto riguarda il collezionismo, i numeri dal 239 al 268 risultano essere più complicati da reperire completi di tutto. Le parti esportate possono essere: bollini del club, bollini Rivarossi, figurine dell’enciclopedia e, dove prevista, la tessera per i bollini.

Topolino

Gadget nel blister originale: la pistola in cartoncino

Screenshot_2018-02-13-10-34-13-1-1I gadget allegati ai fumetti disneyani sono ormai tantissimi, distribuiti soprattutto dagli anni 90 in poi, periodo in cui sono stati allegati oggetti di tutti i tipi. I collezionisti di collane come “Topolino Libretto” ricercano soprattutto i primi gadget della serie, allegati ormai 50/60 anni fa. C’è chi non si accontenta solo del gadget, ma ricerca il fumetto ancora all’interno del suo blister, cioè ancora chiuso nella plastica originale. Il primo fumetto della serie, distribuito in tutte le edicole italiane con il blister, è il numero 658 e risale al 1968. Come annunciato già dal numero precedente e dallo strillo in copertina, questo fumetto contiene all’interno del blister un “esplosivo regalo”, una pistola in cartoncino che, nella maggior parte dei casi, è stata utilizzata dai bambini dell’epoca. E’ un oggetto molto fragile perché, per poter simulare il rumore dello sparo, il cartoncino si rompeva facilmente. Essendo stata allegata in tutte le copie non risulta essere un gadget particolarmente raro, ma raggiunge comunque cifre alte sul mercato se è ancora integra. E’ vero che il gadget non è così raro, ma sembra risultare il contrario per chi ricerca il fumetto ancora nel suo blister originale con la pistola al suo interno. Alcune aste hanno raggiunto cifre a tre zeri per questo esemplare nel blister completamente sigillato. Il discorso cambia se il blister ha delle aperture tali da far uscire il gadget fuori dalla busta, come nel caso della foto in basso. Quello che all’epoca risultava essere un gioco per bambini, oggi è considerato un oggetto importante per i collezionisti. Oltre al n.658 si conoscono altri esemplari blisterati di numeri precedenti, ma sono tirature regionali, quindi non riguardano tutte le copie distribuite in Italia.Screenshot_2018-02-13-10-22-29-1

 

 

-Collezioni-

Le nostre collezioni: come nasce una passione?

IMG-20180209-WA0038La domenica, come già detto precedentemente, è il giorno ideale per dedicarsi ai propri hobby. Ognuno si distrae dai pensieri per dare spazio alle passioni. Il collezionista pensa spesso al giorno in cui ha iniziato a raccogliere i propri oggetti e soprattutto per quale motivo lo ha fatto. Amici e parenti, sicuramente spinti dalla curiosità, prima o poi chiederanno il motivo di tale scelta.  Un avvenimento qualsiasi può causare la nascita di una passione, ma raccontare il proprio inizio può trasformare quell’avvenimento in una storia interessante. Curiosi di leggere qualche racconto di un collezionista disneyano?
Oggi Paolo di Cagliari, grande collezionista di fumetti disneyani e non, si è gentilmente offerto per rispondere ad alcune domande che spesso si pongono ad un appassionato.

Com’ è nata la tua passione per il fumetto disneyano?
“Ovviamente è nata quando ero piccolo. A casa mia (nella fine degli anni ‘60), non mancavano le riviste tutte le settimane: Gente, Sorrisi e Canzoni TV e naturalmente Topolino”.

Quando hai iniziato a collezionare questo genere di fumetti?
“Ho iniziato a collezionare sul serio all’età di 10/11 anni, ma mia madre era una “dura” e non voleva che accatastassi carta in casa, per questo motivo dopo qualche anno dovetti rivenderla a malincuore”.

Qual è stata la prima collana che hai iniziato a collezionare e perchè?
“A casa mia i giornalini non mancavano mai. Mio fratello, più grande di me, giocava in strada a poker con gli amici e i fumetti prendevano il posto delle “fiches”. Portava ogni giorno a casa fumetti di tutti i tipi, come Diabolik, Intrepido, Monello, Tex, Topolino e tanti altri generi. Per quanto riguarda i fumetti Disney mi sono appassionato soprattutto a Topolino: era quello che mi piaceva di più”.

Se dovessi iniziare un’altra collezione, quale collana sceglieresti?
“A tema disneyano nessuna delle attuali, ma se potessi riprenderei volentieri la serie “Zio Paperone” (1-216) compresi i numeri speciali. In generale mi piacerebbe ricomporre la collezione di Julia, di cui possedevo i primi 100”.

Paolo, inoltre, ci mostra la sua libreria con la collezione di Topolino Libretto che possiede attualmente. Ha ricominciato a collezionare la serie nel 2010 e ora ha completato la serie dal numero 1 al 1500. In particolare nella sua libreria si vedono i primi 200 numeri e una parte delle pubblicazioni di fine anni ’60. In una foto ci mostra addirittura i suoi primi 10 numeri (naturalmente in edizione originale) in condizioni davvero belle, considerando che sono stati pubblicati quasi 70 anni fa!
Un ringraziamento a Paolo per i racconti ed il “servizio fotografico” che ci ha fornito.

IMG-20180209-WA0042IMG-20180209-WA0037

Topolino

Errori di stampa sui fumetti: la colorazione

Screenshot_2018-02-07-16-14-03-1[1]
Così come nei francobolli, capita anche nei fumetti di trovare degli errori di stampa in una ristretta percentuale delle copie distribuite in commercio. Così è capitato con alcuni numeri della serie “Topolino Libretto”. Gli errori, in collane molto lunghe, possono riscontrarsi durante gli anni. Nel caso di questa serie gli errori da elencare sono molti, ma per ora si parlerà soltanto di errori di colorazione in copertina.

Il primo errore, sicuramente il più evidente, si riscontra nel numero 78 della collana, datato 10 novembre 1953. L’errore di colorazione riguarda lo sfondo della quarta di copertina, che normalmente dovrebbe essere rosso. Una percentuale più bassa di copie, per motivi sconosciuti (probabilmente per mancanza d’inchiostro), si presenta con lo sfondo del retro bianco. L’errore è confermato dal fatto che una parte di sfondo rosso è ancora presente all’interno del disegno della gabbia. Curioso il fatto che le ristampe Nerbini di questo numero abbiano lo sfondo di colore bianco.

Il secondo errore possiamo trovarlo nel numero 150, del 10 novembre 1956. Questa volta la mancanza di colore si trova in prima di copertina. Questo tipo di errore è meno notevole del precedente. La giacca di Topolino, che nelle copie normali è di colore blu, in alcune copie è completamente bianca, probabilmente per la stessa causa del precedente errore. Anche per questo numero, le copie senza la corretta colorazione sono molte meno.

Queste varianti, sul mercato, hanno un prezzo più alto rispetto alle copie con colorazione corretta. Sono particolarità che molti appassionati acquistano per avere la massima completezza della collezione.

Un ringraziamento a Paolo, collezionista della serie, che mi ha fornito il materiale fotografico.
Screenshot_2018-02-07-16-12-24-1[1]

Topolino

I bollini del club: Topolino libretto

20180205_234625-1[1]

I bollini, per chi non lo sapesse, servivano per far parte del club di Topolino, formato da un enorme gruppo di lettori che parteciparono durante gli anni. Il lettore, una volta registrato al club, otteneva una scheda da riempire appunto con questi punti. Più se ne raccoglievano e più si saliva di grado nel club, senza contare che il lettore veniva premiato a seconda del suo livello. I bollini si trovavano all’interno dei fumetti e per incollarli sulla scheda dovevano essere ritagliati dalla pagina: per questo motivo molti numeri ne sono privi.

Nel caso di una collana lunga come Topolino Libretto, ci sono molte situazioni particolari da segnalare sui bollini. Per prima cosa il bollino appare fin dal numero 1 della serie, nel 1949 e sarà presente sulle pagine del fumetto fino al numero 1462 del dicembre 1983.

Come riconoscere il bollino?
Il bollino, nel corso degli anni, ha cambiato il suo stile grafico parecchie volte. Il primo anno il bollino si presenta con un rettangolo contenente il mese del fumetto e un simbolo centrale, per poi passare subito dopo al bollino con l’anno di pubblicazione, verso la metà del 1950. Per circa cinque anni, fino al 1955 il bollino è composto dalla data di pubblicazione di ogni numero. Dal numero 114 della serie, il bollino cambia nuovamente stile grafico, non riportando più la data, ma la testa di Topolino. Questo tipo di illustrazione dura per molti anni, fino a quando, nel 1962, con il numero 336 della serie, non vengono inseriti dei veri e propri bollini numerati, di forma circolare, inizialmente dal valore di 10 punti, cambiando così il sistema del club. Inoltre, per un breve periodo di tempo, sul fumetto vengono pubblicati sia i bollini vecchi che quelli numerati, per permettere di completare la vecchia raccolta. I doppi bollini sono presenti dal numero 336 al 348, per poi ritornare al singolo bollino da 10 punti dal numero successivo. Nel numero 410 del 1963 i bollini circolari diventano due: uno da 10 punti e uno da 3 punti. Successivamente, dal numero 605 (che apre la seconda serie della testata) si aggiunge un altro Bollino circolare da 3 punti, in modo da ottenere in ogni numero 16 punti del club. Questa numerazione dura fino al 1971, con l’unica differenza che i punti ritornano quadrati e non più circolari. Dal numero 832 il bollino ritorna ad essere singolo e dal valore di 50 punti, cambiando negli anni lo stile grafico, fino a terminare con il numero 1309. Dal numero successivo si sperimenta un nuovo sistema di raccolta, ed ecco che, dal numero 1319 del 1981, viene regalata la scheda del club, inserita all’interno delle pagine del fumetto. Da questo numero il sistema bollini cambia completamente, perché il bollino viene pubblicato solo nel primo numero del mese, per un totale di dodici punti. Questo sistema dura fino al 1462, primo numero del dicembre 1983 e segna la fine della raccolta bollini all’interno del fumetto.

Tutti i numeri contengono i bollini?
A parte gli ultimi anni, in cui il bollino è presente solo nel primo numero del mese, ci sono altri fumetti che, volutamente o per errore, non contengono questi punti. Ecco l’elenco dei numeri senza bollini:
16, 30, 32, 37, 41, 43, 45, 47, 49, 51, 53, 55, 57, 143, 149, 347, 490.

Nel caso dei numeri 16, 30, 32, 41, 43, 45, 47, 49, 51, 53, 55, 57, si tratta di situazioni volute, perché inizialmente il bollino veniva pubblicato una volta al mese e quei numeri uscirono dopo 15 giorni, quindi come seconda pubblicazione del mese. Nel caso dei numeri 37, 149, 347, 490, si tratta sicuramente di un errore, perché il numero successivo ne contiene due. Altro caso particolare riguarda il numero 1053 che presenta due bollini in due pagine diverse.

I bollini influiscono sul valore degli albi?
Un albo privo di bollino, anche se in perfette condizioni, può valere addirittura la metà di uno stesso albo completo. Molti collezionisti ricercano il fumetto nello stesso stato in cui si presentava in edicola all’epoca, o si accontentano delle condizioni, ma non ammettono mancanze. Una buona percentuale di fumetti è sicuramente priva dei bollini, per questo motivo l’esemplare integro vale di più.

20180205_234207-1-1[1]        20180205_234507-1-1[1]

-Collezioni-

Le nostre collezioni: una soddisfazione personale.

Screenshot_2018-02-04-13-27-33-1

Qualsiasi appassionato di fumetti ha sempre desiderato completare le proprie collezioni. Il collezionismo può essere considerato una soluzione alternativa per combattere lo stress, una soddisfazione personale. Giorni come la domenica sono spesso utilizzati per visitare i mercatini e ricercare gli oggetti che più ci piacciono, un divertimento personale che si può paragonare ad una vera e propria caccia al tesoro.

Molto spesso la passione nasce dai ricordi dell’infanzia, quasi come un rimpianto dei tempi passati. Solitamente si tratta di oggetti che si apprezzano sin da bambini: il fumetto è sicuramente uno degli oggetti più ricordati. La passione oltre ai ricordi dell’infanzia, può nascere anche per altri motivi. Per quanto riguarda il fumetto, l’interesse e la curiosità possono nascere anche iniziando a leggere una storia contenuta al suo interno, o dallo stile grafico delle copertine: colori, disegni e stile. La lettura di un solo volume potrebbe far porre al lettore molte domande, come ad esempio: cosa ci sarà nel prossimo numero? Chi ha disegnato le vignette di questa storia? Quando è iniziata la pubblicazione di questa testata? Se un oggetto ci colpisce positivamente, le nostre curiosità aumentano poco alla volta, aumenta la voglia di conoscere nel migliore dei modi cosa si sta leggendo.

Numerosi collezionisti sono disposti a spendere cifre molto alte pur di ottenere un fumetto raro e in ottimo stato di conservazione. Ricordo che nel collezionismo contano soprattutto le condizioni di un oggetto, quindi un esemplare in pessimo stato costa molto meno dello stesso fumetto in condizioni perfette.

Il fumetto disneyano è sicuramente uno dei più ricercati dai collezionisti. Quasi tutti da bambini abbiamo letto almeno una volta questo genere di fumetti, che ormai ha accompagnato numerose generazioni. Da oltre ottant’anni i personaggi Disney fanno parte del fumetto italiano.

Quello che agli occhi di molte persone appare ancora come un fumetto per bambini, in realtà ha attualmente un’elevata richiesta sul mercato, specialmente le pubblicazioni antecedenti al 1970. Non tutte le collane Disney sono semplici da comporre. Sicuramente la maggior parte richiedono anni di ricerche e una grande spesa economica. Per quanto riguarda alcune collezioni anteguerra, il problema principale è riuscirne a trovare una copia, il problema della spesa e delle condizioni passa in secondo piano. Una delle collane dopoguerra più belle e fattibili è sicuramente “Topolino Libretto”, per il semplice motivo che le copie in circolazione di quasi tutti i numeri si possono reperire tranquillamente. Il collezionista esigente impiegherà più tempo e spesa per completarla, rispetto a chi si accontenta di copie con difetti, ma ciò che conta nel collezionismo è soprattutto il divertimento e la soddisfazione.20170206_131052[1]

Albi della Rosa

Gli Albi della Rosa: l’inizio della serie

Gli “Albi della Rosa“ è una collana Disney nata nel 1954. Si tratta di piccoli albi di 32 pagine, con rilegatura a punto metallico e ristampano le storie già apparse su Topolino, Albi d’oro e Almanacco Topolino. Sono delle versioni in miniatura degli albi d’oro del dopoguerra.
Inizialmente nasce come pubblicazione quattordicinale, ma nel giro di un anno soltanto, con il numero 26 della serie, diventa settimanale. Il primo numero, che porta in copertina il titolo “Topolino e il tesoro del rajah”,  è uscito in edicola il 16 maggio del 1954, al prezzo di 20 lire.
I primi albi non contengono al loro interno i bollini del club, infatti bisogna aspettare il 1962 per la loro prima comparsa nelle pagine interne.  Ogni volume presenta in copertina il titolo della storia principale contenuta al suo interno.
Il nome della testata resterà immutato fino al numero 634 del primo gennaio 1967. Dal numero successivo la serie cambierà il nome in albi di Topolino e continuerà ad essere pubblicata per altri quindici anni circa, fino al 4 aprile del 1982, data in cui uscirà il 1430, ultimo numero della testata.
Dal numero 1075 la serie cambia veste grafica, non presenta più in copertina il titolo della storia, ma una serie di gag o singoli personaggi.
Dall’inizio degli anni 60, fino alla prima metà degli anni 70 quasi tutte le copertine degli albi sono illustrate da Giuseppe Perego, uno dei disegnatori italiani più attivi di quel periodo. Prenderà poi il suo posto Marco Rota.
Per un breve periodo di tempo, dal 1993 al 1999 è stata pubblicata una nuova serie con lo stesso titolo della precedente, ma è durata soltanto 73 numeri. Il formato è lo stesso, ma il numero di pagine interne è variabile. Al loro interno saranno pubblicate tre o quattro storie brevi, mentre in ultima di copertina vengono inseriti dei dati biografici di ogni personaggio.
Screenshot_2018-02-01-22-42-05-1

Topolino

Pagine mancanti negli albi: le figurine dell’enciclopedia

Screenshot_2018-01-30-16-35-32-1[1]
Verso la fine degli anni 50, nella collana “Topolino libretto” e successivamente negli “Albi del falco” e “Almanacco Topolino” , sono state pubblicate le prime figurine a colori della grande enciclopedia di Topolino. Le figurine sono inserite nel blocco pagine dei fumetti, si dividono in diverse serie e per ognuna di queste serie è stato pubblicato un album con rilegatura ad anelli, all’epoca reperibile nelle edicole. La prima serie inizia con il numero 220 di Topolino, del 10 ottobre 1959.

Le serie allegate a “Topolino libretto” sono:
“Mammiferi” I e II dal 220 al 288,
“Il mondo delle piante” I  dal 289 al 322,
“Gli uccelli” I  dal 323 al 360,
“I costumi” dal 361 al 380
“I pesci” dal 381 al 400

Dal 1961 sono state allegate alla collana “Almanacco Topolino” le serie:
“Il corpo umano”
“Il mondo delle piante” II
“Gli uccelli” II
“Storia delle navi”

Successivamente sono state allegate agli “Albi del falco” le serie:
“La conquista dello spazio”
“Invenzioni e scoperte”

La maggior parte degli albi a fumetti, pubblicati tra il 1959 ed il 1963, si trovano sprovvisti di figurine. Il problema principale è che alcune figurine sono state considerate come pagine numerate. Ad esempio su Topolino si trovavano solitamente nella pagina 67/68, quindi i numeri sprovvisti di figurine hanno la numerazione pagine che salta da 66 a 69. Inoltre alcuni numeri contengono al loro interno più pagine di figurine, solitamente per celebrare ricorrenze come Natale e Pasqua. Esistono dei casi particolari in cui, per colpa di un errore di stampa, alcuni fumetti presentano più pagine delle stesse figurine al loro interno.
Gli album di figurine sono in tutto 12, uno per ogni serie e si acquistavano in edicola separatamente al prezzo di 200 lire. Alcuni di questi album contengono al loro interno anche i punti del club, gli stessi presenti negli albi a fumetti. Gli album contenenti questo bollino sono:
“GLI uccelli II”
“I Costumi”
“I Pesci”
“Invenzioni e Scoperte”
“Storia delle navi”IMG-20180131-WA0066-1.jpg