Topolino

Le buste abbonamento: dalla carta al blister

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Dopo un lungo periodo di pausa riprendo finalmente la pubblicazione di materiale disneyano acquistato recentemente. Oggi si parlerà di fumetti confezionati, destinati agli abbonati.

Il fumetto che di solito troviamo in edicola è privo di confezione, a meno che non abbia dei gadget allegati, quindi contenuti all’interno di un blister. Il discorso è diverso per chi è abbonato ad una testata: il fumetto, nella maggior parte dei casi, viene inviato in una confezione.

Per quanto riguarda “Topolino”, (come molti altri fumetti) per gli abbonati il fumetto venne inviato, fino al 1968, all’interno di una busta di carta con il logo della testata e l’indirizzo stampati. Dall’anno successivo, invece, si passò alle confezioni di plastica (blister) con un foglietto contenente l’indirizzo dell’abbonato, senza logo di testata. Per i primi due anni, fino al 1970, il blister era trasparente, così come quello dei fumetti con gadget che uscivano in edicola. Successivamente, verso la metà del 1970 la plastica del blister da abbonato divenne di colore blu, in modo da differenziare i blisterati da abbonamento da quelli usciti in edicola (solo quelli con gadget, come già detto). La colorazione blu durò fino alla seconda metà degli anni 80, per poi ritornare nuovamente trasparente.

I fumetti confezionati presenti in foto, provenienti dalla mia collezione personale, mostrano il cambio improvviso della confezione. In alto il numero 653 del 1968, uno degli ultimi nella vecchia confezione di carta. Qui in basso il numero 1042 del 1975 nella busta blu.

Non ho fotografato il foglio con l’indirizzo e il nome del destinatario per questioni di privacy, mentre per quanto riguarda la busta di carta, i dati sono stati già cancellati con una penna.

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Il fumetto disneyano a 360 gradi: le collezioni di Luca

IMG-20180301-WA0015.jpgQuesta domenica un altro collezionista ci parlerà della sua passione. Luca sta trattando il fumetto disneyano di ogni epoca, dall’anteguerra alle novità e attualmente sta per completare l’intera serie di Topolino, che ormai ha superato i 3200 numeri.

Come è nata la tua passione per il fumetto disneyano?
La mia passione per il fumetto Disney è nata perché prima di me li collezionavano i miei cugini.

Qual e’ la prima collana che hai iniziato a collezionare e perché?
La prima collana che ho iniziato a collezionare è stata “Topolino Libretto” da quando avevo 10 anni. Ho interrotto la raccolta a 16 anni per poi riprenderla a 34.

Quale serie ha richiesto più tempo per essere completata?
Sto cercando di chiudere appunto la serie di Topolino Libretto, la più dispendiosa, mentre per quanto riguarda altre collezioni disneyane le ho chiuse comprandole già complete.

Qual è stato l’acquisto più soddisfacente delle tue collezioni?
Il mio acquisto più soddisfacente è stato sicuramente il numero 1 di Topolino, che sognavo fin da quando ero bambino.

Se dovessi decidere di collezionare un’altra serie Disney, quale sceglieresti?
Attualmente sono impegnato a 360 gradi su tutto il mondo Disney sia anteguerra che dopoguerra

Luca ci mostra inoltre il suo bel numero 1 di Topolino, dell’aprile del 1949, uno dei fumetti più desiderati dai collezionisti italiani. Nelle due foto in basso ci mostra anche il secondo numero di Topolino e un albo della serie “Nel regno di Topolino”, una delle più belle collane disneyane anteguerra.

Un ringraziamento a Luca per il materiale fotografico ed il tempo dedicato all’intervista e gli auguriamo di poter completare le sue numerose collezioni disneyane, soprattutto le più difficili.

 

Topolino

I gadget disneyani più belli: lo scudo di Sherwood

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Il film Disney animato di Robin Hood è stato prodotto nel 1973 e ancora oggi, come tutti gli altri film di origine disneyana, è molto apprezzato dal pubblico di ogni età.

Per celebrare il successo che il film ebbe già all’epoca, si decise di regalare ai lettori di Topolino un raccoglitore contenente degli scudi con i personaggi principali del film.

Ecco che, due anni dopo l’uscita del film animato, nel 1975 si prese questa iniziativa. Prima di regalare il raccoglitore e i personaggi, nel numero 1009 di Topolino, venne allegato “il grande gioco di Robin Hood” che consisteva appunto in un tabellone col gioco dell’oca e sul retro pubblicizzava l’uscita del gadget successivo. Nel numero 1010 venne quindi inserito il raccoglitore vuoto, disponibile in quattro colori differenti: verde, rosso, blu e marrone. Gli scudi dei personaggi da inserire nel raccoglitore vennero allegati nei numeri che vanno dal 1011 al 1016, concludendo così questa serie. I personaggi inseriti nel raccoglitore sono: Robin Hood, il principe Giovanni, Little John, lo sceriffo di Nottingham, Frà Tac e Sir Biss.

Alcuni collezionisti sono alla ricerca dei fumetti contenenti questi gadget ancora nel blister originale, soprattutto il n.1010, affiancato dal raccoglitore.

Un ringraziamento a Paolo per la foto del gioco pieghevole e della pubblicità sul retro.

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Topolino

Particolarità sui fumetti: il colore di sfondo bianco.

Screenshot_2018-02-27-09-47-07-1Molti collezionisti si sono chiesti, durante il completamento della collana “Topolino Libretto” perché alcuni numeri costassero di più rispetto al precedente o al successivo. Ci sono quindi dei casi in cui, per una caratteristica particolare, un fumetto può raggiungere valori anche pari al doppio di altri.

In questo caso parleremo degli sfondi di copertina che, quando hanno colorazioni particolari, tendono a rovinarsi più facilmente. Si ricordano colorazioni come oro, argento, nero e bianco.

Il 25 aprile del 1955 nelle edicole italiane esce il numero 113 della serie “Topolino Libretto” che risulta essere il primo ad avere lo sfondo di copertina completamente bianco: una copertina affascinante per il suo aspetto visivo, anche perché il bianco è stato impiegato per rappresentare il ghiaccio, quindi non si tratta di una colorazione casuale come le altre.

Il problema principale di uno sfondo bianco è soprattutto quello che, col tempo, tende facilmente ad imbrunire, perdendo così la giusta colorazione. Essendo una pubblicazione di oltre 60 anni fa, la maggior parte degli esemplari ha sicuramente subito il processo di ingiallimento in copertina, come tutti gli altri fumetti, anche se sul bianco questo processo è più vistoso.

Il valore di questo fumetto è chiaramente più alto degli altri, soprattutto se si acquista un esemplare in perfette condizioni. Il problema principale è che il prezzo non è alto solo per le copie ancora intatte, ma anche per quelle ormai “vissute”. Ciò significa che, nonostante si tratti di una pubblicazione di centinaia di migliaia di copie (quindi comune da reperire), il valore di mercato risulta sempre essere più alto rispetto agli altri fumetti di quel periodo.

La copia in foto, proveniente dalla mia collezione personale, è un chiaro esempio di come la carta ha subito l’ingiallimento (differenza di colore tra il foglio di carta e la copertina),  dovuto ai suoi 63 anni di età.

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Il fascino dell’anteguerra Disney: le collezioni di Claudio

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Questa domenica Claudio Gioda, grande collezionista di materiale anteguerra Disney italiano, ci racconterà qualcosa sulla sua passione. Ci tengo a sottolineare che il collezionismo di pubblicazioni così datate è molto complicato e per completare delle collane ci vogliono parecchi anni di ricerche, ma soprattutto una buona dose di pazienza e vera passione. Alcune pubblicazioni disneyane di questo periodo sono davvero rarissime, tanto da conoscersene poche decine di copie in tutta Italia. Prima di procedere con le domande aggiungo che Claudio possiede la maggior parte delle pubblicazioni anteguerra in condizioni eccellenti, un vero “museo delle meraviglie”, cosa che fa di lui un collezionista quasi unico. Inoltre nel 2007 ha creato, con Riccardo Lagasio, il sito “Collezionismo fumetti” una vera e propria guida al fumetto online.

Com’è nata la tua passione per il fumetto disneyano?
“Ho iniziato a leggere precocemente e verso i 4 anni e mezzo ebbi per le mani i primi Topolino.  Ricordo ancora oggi con emozione i nn.1258, 1272, 1277. Le storie di Super Pippo e di Paperinik mi colpivano particolarmente. Ho ancora il ricordo di quando il giochino gadget del 1277 mi si ruppe e io cercavo le palline di metallo sparse sul pavimento di casa.

IMG-20180225-WA0001[1]La vera passione nacque sempre in quegli anni quando lessi il CWD n.7, del luglio 1977 “I gialli di Topolino”. Tutte le storie di quel volumetto erano fascinosissime: la storia del Monte Cannibale è ancora oggi tra le mie preferite.
Verso i 6 anni cominciai a farmi comprare Topolino regolarmente, a partire dal n.1332.
Durante l’adolescenza mi appassionai alle storie classiche di Gottfredson e Barks e dei Disney italiani del periodo aureo (Scarpa, Carpi, Bottaro).
La lettura delle produzioni di questi autori fece scattare la molla del collezionismo di albi e giornali d’epoca, quando già collezionavo Topolino libretto”.

Qual è la prima collana che hai iniziato a collezionare e perché?
“Come detto sopra la prima collana fu Topolino.
Nel 1981 chiesi a mia madre se poteva procurarmi il classico n.7 “I gialli di Topolino” che nel frattempo era andato perduto.  Lei non capì esattamente cosa cercassi e presso l’edicolante mi fece ottenere un Topolino arretrato (n.1360).
Da lì capiì che era possibile trovare i giornalini più vecchi e iniziai le ricerche. È stata una passione che mi ha accompagnato praticamente per tutta la vita”.

Quale serie ha richiesto più tempo per essere completata?
“Chiudere la Topolino giornale 1-738 a fascicoli sciolti (nessuna annata rilegata) mi ha richiesto 15 anni di “lavoro” tra il 1994 e il 2009.
Ho altre collane anteguerra aperte da diversi anni in attesa di completamento, anche se per queste ultime va detto che cerco solo pezzi sopra un certo standard qualitativo, motivo per cui i tempi si allungano non poco”.

Qual è stato l’acquisto più soddisfacente delle tue collezioni?
“A livello emozionale dovrei citare anche i Topolino della mia adolescenza, tipo il n.78 che reperii presso rivenditori di fumetti usati.
Tra le acquisizioni degli anni del collezionismo anteguerra che più mi hanno regalato soddisfazioni potrei citare:

– Topolino contro Wolp, che fu il primo pezzo davvero importante ad entrare nella mia collezione (quasi 20 anni fa)
– Topolino principe azzurro in 1^ edizione in condizioni strepitose
– la TOPOLINO Supplemento completa in stato di conservazione eccezionale, insieme alla locandina per il rilancio della testata Mondadori
– il n.1 di Topolino del 1932 anch’esso in stato eccellente
– la locandina per il lancio del Topolino Nerbini

Ma ci sono molti altri pezzi che meriterebbero citazione, come la Tre Porcellini completa ed eccellente, un’ottantina di albi Nel Regno di Topolino in condizioni brillanti, la Topolino giornale stessa nel suo complesso per completezza e conservazione generale.
Pur non rientrando in ambito Disney vorrei citare, perché  assai peculiare, il n.1 della Settimana Enigmistica, come nuovo.
Va anche detto che, parallelamente ai fumetti, ho in collezione diverse tavole originali Disney significative (Gottfredson, Barks, Scarpa, Carpi, Cavazzano, Bioletto…)”

Se dovessi decidere di collezionare un’altra serie Disney, quale sceglieresti?
“Se un giorno terminerò il mio (ambizioso) progetto di completare l’anteguerra Disney mi piacerebbe riprendere la ricerca di Topolino libretto, collezione che ho volutamente interrotto per motivi di budget economico e spazio”.

Ringrazio Claudio per le sue interessanti risposte, e per il materiale fotografico che ci sta mostrando. Vediamo in foto il suo numero 1 della serie “Topolino giornale” del 1932 in condizioni incredibili, ancora formato da un unico foglio, mai diviso dal tagliacarte. IMG-20180224-WA0035[1] In più ci mostra due albi originali editi da Nerbini davvero rarissimi (anche questi in condizioni ottime), che sul mercato non si vedono quasi mai: “Topolino contro Wolp” e “Topolino Principe Azzurro”. In un’altra foto ci mostra il suo numero 7 dei Classici Walt Disney di seconda serie, il fumetto che ha dato origine alla sua vera passione, un oggetto comune, di poco valore, ma nella vita di Claudio ha lasciato un segno indelebile. Infine ecco una foto di uno degli ultimi albi della serie “Nel regno di Topolino”. Gli ultimi numeri di questa serie risultano essere meno comuni, soprattutto nelle condizioni di questo albo in  foto. Auguriamo a Claudio il meglio, per poter completare le sue incredibili collezioni!

WolpPrincipe Azzurro 1a ed 1934

Albi della Rosa

Dubbi sul collezionismo: come distinguere gli albi disneyani.

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Spesso, parlando di “Albi” disneyani, si può creare un po’ di confusione, perché le serie uscite con questa denominazione, durante gli anni, sono numerose. Iniziamo a catalogare in modo sintetico i primi fumetti disneyani con la denominazione “Albi d’oro”.

La prima serie degli Albi d’oro venne pubblicata a partire da gennaio del 1937 ed era già edita da Arnoldo Mondadori. Non tutte le storie presenti al loro interno erano di stampo disneyano. La veste grafica di quei volumi era semplice e riconoscibile: i volumi avevano lo sfondo di copertina giallo ed erano rilegati in spillatura. All’inizio la serie ristampò le strisce giornaliere di Topolino, eliminando le nuvole a fumetti per dare spazio alle didascalie. Poco più tardi si decise di lasciare le vignette e ristampare molte storie già pubblicate su “Topolino Giornale” precedentemente. La serie si interruppe con il numero 41 nel 1940.

La seconda serie venne pubblicata poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti verso la metà del 1946 iniziò, con una nuova numerazione, la serie degli Albi d’oro dopoguerra. In questa serie alcuni albi furono dedicati ad altri personaggi che non fanno parte della Disney. Troviamo storie di personaggi della Warner Bros, Pecoss Bill e molti altri, che si alternavano con le classiche storie disneyane, molte americane, tra cui spuntano degli inediti di Carl Barks. La serie era composta da 372 numeri fino al 1952. Dall’anno successivo si suddivise in serie comica e Albi d’oro della Prateria. La serie comica continuò a pubblicare le storie disneyane mentre gli Albi della Prateria pubblicarono storie con il tema del west e si interruppe nel 1955. La serie comica venne rinominata successivamente “Almanacco Topolino”, infatti dal numero 39 del 1956 in copertina non comparirà più il titolo di ogni storia, ma il nome della nuova testata, che si interruppe col n.41. Precedentemente alcuni albi di questa serie vennero nominati con lo stesso titolo, ma soltanto in occasioni speciali come il Natale ed altri avvenimenti particolari.

La serie “Almanacco Topolino” incominciò quindi dal 1956 con la serie comica degli Albi d’oro, ma iniziando da capo la sua numerazione a partire dal 1957. Questa serie pubblicò regolarmente 12 volumi all’anno e ogni anno ricominciarono la numerazione da 1, quindi ogni 12 numeri la numerazione ripartiva da 1. Soltanto nel 1970 la serie riprese la numerazione complessiva degli albi, contando tutte le pubblicazioni precedenti tranne quelle della serie comica, infatti apparve improvvisamente il numero 157. La nuova serie conservò comunque la scritta “Albi d’oro” in copertina, per altri 20 anni circa, infatti dal numero 265 scomparve dall’albo. Dal 1962 la serie cambiò veste editoriale, abbandonò il formato spillato per diventare brossurato a causa dell’aumento delle pagine interne.

Anche gli Albi della Rosa, diventati successivamente Albi di Topolino, spesso si confondono con queste pubblicazioni, pensando che facciano parte degli Albi d’oro. In realtà è un’altra serie che riprende sicuramente la grafica degli Albi d’oro dopoguerra, almeno nelle prime pubblicazioni, ma con la differenza del formato, essendo tascabili e con poche pagine, definita come una versione economica per chi acquistava all’epoca questi albi a fumetti.

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Topolino

Errori di stampa sui fumetti: la pennellata verde

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Ogni tanto può capitare di commettere degli errori editoriali sui fumetti. Così come gli errori di colorazione in copertina, si possono trovare altri tipi di situazioni. Quello di cui vi parlo oggi è un caso particolare, perché, di questo fumetto, la maggior parte delle copie presentano l’errore di stampa e soltanto una minima parte, evidentemente una seconda tiratura, risulta corretta.

Parliamo della collana “Topolino Libretto”, precisamente del numero 229, uscito nelle edicole italiane il 25 febbraio del 1960, periodo in cui il fumetto stava per passare dalla periodicità quindicinale a quella settimanale.

In cosa consiste esattamente il difetto?

L’errore della prima tiratura fu quello di aver inserito dei dati sbagliati in copertina. Il fumetto in quel periodo costava 100 lire, ed era composto da 132 pagine totali. Erroneamente i dati in copertina della prima tiratura riportano la scritta: “100 pagine – lire 80”. Evidentemente quei dati provengono dalle vecchie pubblicazioni, dato che fino al 1956 il prezzo e le pagine corrispondono. Questo errore venne scoperto durante la fase di stampa delle copie, per fortuna non dopo la distribuzione nelle edicole. Probabilmente, se non si fosse trattato del prezzo, lo sbaglio si sarebbe potuto trascurare tranquillamente. Ad errore commesso, trovarono una soluzione tempestiva e all’apparenza non molto elegante: coprirono con una corposa pennellata di verde (simile al colore di sfondo) i dati errati. Molti collezionisti hanno tentato di rimuovere la pennellata (spesso non sapendo che si trattasse di un difetto editoriale) perché non è molto bella da vedere, ma risulta quasi impossibile toglierla senza danneggiare la carta.

La seconda tiratura del fumetto, sicuramente di molte meno copie, venne corretta, perciò in edicola uscirono due versioni di questo fumetto: una con pennellata verde e una col prezzo corretto.
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-Collezioni-, Classici Disney

Come nasce una passione: le collezioni di Domenico

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Come al solito la domenica dedichiamo lo spazio ai collezionisti di fumetti. Curiosi di conoscere un nuovo collezionista? Oggi sarà Domenico di Roma a parlarci del suo primo approccio col fumetto disneyano, delle sue collezioni e della sua passione per le pubblicazioni anteguerra.

Com’ è nata la tua passione per il fumetto disneyano?
“La mia passione è nata quando ero piccolo, all’età di 8 anni mio padre dopo l’uscita da scuola mi comprava sempre “Topolino”, prendevo tutti i gadget e per un periodo sono stato anche abbonato. La passione per il fumetto disneyano vintage è nata grazie ai volumi di “Topolino Story” e della “Grande dinastia dei paperi”, uscite tra il 2005 e il 2007, che ristampavano le migliori storie pubblicate in passato”.

Quando hai iniziato a collezionare questo genere di fumetti?
“Inizialmente acquistavo un po’di tutto: almanacchi, classici Disney, Topolino, fumetti blisterati, ristampe anastatiche. Ho iniziato a raccogliere in modo un po’confusionario, ma la prima vera collezione è stata quella dei classici Disney di prima serie. All’età di 13 anni ho iniziato a conservare tutto il materiale d’epoca che acquistavo, avevo già un primo input da collezionista, iniziavo a pensare di dover conservare ciò che acquistavo”.

Qual è stata la prima collana che hai iniziato a collezionare e perchè?
“La prima collana che ho iniziato a collezionare, come già detto, sono i classici Disney, perché mi colpiscono molto le copertine, disegnate da Perego e Rota, il formato doppio, i colori delle coste e dei singoli pezzi e le storie contenute al loro interno, di alto livello”.

Se dovessi iniziare un’altra collezione, quale collana sceglieresti?
“Non avendo ancora completato la collezione dei classici Disney, (mi mancano i primi due) ho già iniziato un’altra collana del periodo anteguerra: la serie di Paperino giornale. Se dovessi iniziare un’altra collana sceglierei la serie dell’anteguerra “Nel regno di Topolino” e i libri cartonati con sovraccoperta, sempre del periodo anteguerra”.

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Ringrazio Domenico per il materiale fotografico e le interessanti risposte che ci ha dato. Come già detto, Domenico sta cercando di completare la sua collezione della prima serie dei Classici di Walt Disney, collana che, nonostante sia composta da pochi numeri, richiede molto tempo e spesa per trovarla in belle condizioni. Nelle foto ci mostra la sua collezione quasi completa, eccetto i primi due numeri: i più difficili e costosi. In più ha aggiunto una foto della sua nuova collezione dei giornali di Paperino del 1939/40. Un grande in bocca al lupo a Domenico per la ricerca degli ultimi due volumi dei Classici e per le sue future collezioni!

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Topolino

Altri bollini da ritagliare: il concorso Rivarossi del 1960.

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La Rivarossi era una storica ditta di modellismo, principalmente ferroviario, fondata da Alessandro Rossi nella seconda metà degli anni ’40. Famosissima soprattutto dagli anni ’50, produceva modelli in scala di treni elettrici e tanti altri oggetti per costruire dei veri e propri plastici in miniatura.

Nel 1960, periodo in cui la ditta attraversò i suoi anni d’oro, i treni elettrici erano uno dei giochi più desiderati dai ragazzi. Proprio per questo motivo in quell’anno nacque un grande concorso a premi, grazie alla collaborazione dell’editore Arnoldo Mondadori, sulle pagine del settimanale Topolino. Sicuramente all’epoca era il fumetto per ragazzi che vendeva più copie e la Rivarossi non poteva trovare rivista migliore per poter pubblicizzare il suo concorso.

Il concorso iniziò sul n.239 di Topolino, del 26 giugno 1960 e durò per quasi 7 mesi: si concluse infatti il 15 gennaio del 1961 con il n.268. I numeri dal 239 al 268 contenevano, in seconda di copertina, un numero di sei cifre, differente per ogni copia stampata. Tre settimane dopo l’inizio del concorso, dal n.242, vennero pubblicati degli elenchi di 65 numeri ciascuno, e chi possedeva la copia con il numero corrispondente all’elenco doveva inviarla entro 10 giorni, per poter ricevere il premio vinto.

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I bollini, presenti anch’essi in ogni copia, servivano per un’estrazione finale. Per partecipare a questa estrazione bisognava ritagliare i 30 bollini Rivarossi e inserirli in una scheda (anche questa compresa nelle pagine del fumetto). Eccezionalmente, sull’ultimo numero del concorso, vennero ripubblicati i primi 20 bollini, per permettere di far partecipare anche chi aveva scoperto troppo tardi questa iniziativa.

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I premi erano tantissimi, consistevano in confezioni di plastici ferroviari, e altri generi di modelli, come aeroplani e navi di altre ditte. Il primo premio era naturalmente il più ricco e a seguire si vincevano confezioni di valore più basso, ma sempre molto belle. Per quanto riguarda i premi dell’estrazione finale, inizialmente ne erano previsti soltanto 100, ma divennero ben 1250, probabilmente riutilizzando quelli non consegnati nelle estrazioni numeriche.

Per quanto riguarda il collezionismo, i numeri dal 239 al 268 risultano essere più complicati da reperire completi di tutto. Le parti esportate possono essere: bollini del club, bollini Rivarossi, figurine dell’enciclopedia e, dove prevista, la tessera per i bollini.

Topolino

Gadget nel blister originale: la pistola in cartoncino

Screenshot_2018-02-13-10-34-13-1-1I gadget allegati ai fumetti disneyani sono ormai tantissimi, distribuiti soprattutto dagli anni 90 in poi, periodo in cui sono stati allegati oggetti di tutti i tipi. I collezionisti di collane come “Topolino Libretto” ricercano soprattutto i primi gadget della serie, allegati ormai 50/60 anni fa. C’è chi non si accontenta solo del gadget, ma ricerca il fumetto ancora all’interno del suo blister, cioè ancora chiuso nella plastica originale. Il primo fumetto della serie, distribuito in tutte le edicole italiane con il blister, è il numero 658 e risale al 1968. Come annunciato già dal numero precedente e dallo strillo in copertina, questo fumetto contiene all’interno del blister un “esplosivo regalo”, una pistola in cartoncino che, nella maggior parte dei casi, è stata utilizzata dai bambini dell’epoca. E’ un oggetto molto fragile perché, per poter simulare il rumore dello sparo, il cartoncino si rompeva facilmente. Essendo stata allegata in tutte le copie non risulta essere un gadget particolarmente raro, ma raggiunge comunque cifre alte sul mercato se è ancora integra. E’ vero che il gadget non è così raro, ma sembra risultare il contrario per chi ricerca il fumetto ancora nel suo blister originale con la pistola al suo interno. Alcune aste hanno raggiunto cifre a tre zeri per questo esemplare nel blister completamente sigillato. Il discorso cambia se il blister ha delle aperture tali da far uscire il gadget fuori dalla busta, come nel caso della foto in basso. Quello che all’epoca risultava essere un gioco per bambini, oggi è considerato un oggetto importante per i collezionisti. Oltre al n.658 si conoscono altri esemplari blisterati di numeri precedenti, ma sono tirature regionali, quindi non riguardano tutte le copie distribuite in Italia.Screenshot_2018-02-13-10-22-29-1